NewsSerie D FemminileOltre i confini dell’agonismo

17 Aprile 2019

La Sicily By Car Volley Palermo espugna anche il campo dell’Albaverde Caltanissetta, sinora imbattuta tra le mura amiche, e porta a casa due punti fondamentali per continuare a coltivare il sogno della promozione diretta in Serie C. Cinque set combattuti senza esclusione di colpi, sportivamente parlando, pieni di agonismo tra le protagoniste separate dalla rete e con animi, però, sin troppo caldi sugli spalti, tanto da costringere il giudice sportivo ad infliggere alla società nissena un’ammonizione con diffida per le intemperanze del pubblico.
Lasciando ogni commento alle immagini della diretta trasmessa sulla nostra pagina Facebook ufficiale, sentiamo l’obbligo da società sempre proiettata al perseguimento dei risultati sportivi nel massimo rispetto dell’avversario e dei sani principi dello sport di porgere delle scuse, qualora il comportamento di qualche nostro sostenitore abbia superato i toni, solo ed esclusivamente a livello verbale, nelle fasi più concitate della partita. Allo stesso tempo è doveroso rispondere ad alcune illazioni da parte dell’Albaverde Caltanissetta, riportate nel commento della partita sulla propria pagina CLICCA QUI.

Partiamo, intanto, dalla frase infelice di una conoscenza “per interposta persona” del nostro presidente Domenico Arena e della genesi della Volley Palermo e adesso dall’aver conosciuto il nostro Coach Francesco Vassallo e le mamme delle nostre aquilotte. Nel dettaglio, Francesco Vassallo viene etichettato come un allenatore “che dietro la faccia da bravo ragazzo nasconde un animo da bambino viziato e provocatore cresciuto nella bambagia che tira la pietra e, poi, ritira il braccio impaurito”. Alle nostre mamme, invece, viene contestato di “sicuramente non essere cresciute dalle Orsoline”.
Ammesso e non concesso che avere la faccia da bravo ragazzo sia un elemento determinante all’identificazione del profilo provocatorio di una persona, non comprendiamo la provenienza di una conoscenza così profonda dell’infanzia del nostro Coach Francesco Vassallo da parte dell’Albaverde Caltanissetta, società alla quale vorremmo raccontare con la massima serenità la storia della nascita della nostra società senza che si lasci condizionare nel giudizio dalle leggende metropolitane raccolte dai commenti di una “interposta persona”, che avremmo anche il piacere di conoscere.
Per dovere di cronaca, il nostro presidente Domenico Arena ha già provveduto a richiamare ad un comportamento consono ai valori della Volley Palermo quelle mamme che hanno immediatamente chiesto di portare le scuse per alcune frasi proferite con eccessiva adrenalina in corpo, rispondendo ad una minaccia verbale “ci vediamo dopo” con tanto di dito puntato contro da parte di segnapunti e allenatore nisseno.
Sorvoliamo sulle decisioni arbitrali sulle quali non abbiamo mai commentato vittorie e soprattutto sconfitte andando a caccia di alibi. Ci soffermiamo, invece, sull’episodio che ha avuto come protagonista a fine gara un sostenitore dell’Albaverde che ha avvicinato il nostro Coach Francesco Vassallo tentando di colpirlo con una testata. Testata che, secondo l’Albaverde non è nemmeno esistita perché, se fosse andata a segno, il nostro “condottiero” non avrebbe potuto seguire la squadra nelle ultime giornate di campionato. Ecco dove sta la differenza tra chi ammette di aver sbagliato e chi pensa di aver agito nel giusto: chiedere scusa per delle affermazioni verbali infelici che hanno certamente ferito chi le ha subite rappresenta un segno di maturità, continuare a negare che un gesto come quello di dare una testata ad un altro essere umano sia solo una finzione solo perché non ci sono state conseguenze a livello fisico dimostra quanto ancora il livello culturale della pallavolo siciliana debba raggiungere dei parametri accettabili. Siamo certi della buonafede dei sostenitori dell’Albaverde Caltanissetta che in 19 anni non hanno mai subito una squalifica del campo o semplicemente una sanzione, come invece è accaduto adesso così come mai era arrivata una sconfitta quest’anno. E gradiremmo parecchio che arrivassero delle scuse, anche in sede privata, al nostro Presidente e al nostro Coach Francesco Vassallo. Almeno, così, ci sarebbe l’opportunità di conoscersi in maniera più approfondita senza lasciarsi condizionare da chi magari ha il piacere di raccontare una versione distorta della realtà solo per il gusto di alzare un polverone dal quale, ne siamo convinti, siamo usciti scusandoci ancora una volta, se in qualche modo abbiamo contribuito a crearlo.

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